Non si tratta della solita manovra pubblicitaria, non sto parlando di un astronauta che da una stazione internazionale twitta: Ti voglio bene mamma. Il Nexus S che è salito a bordo stavolta ha un vero è proprio ruolo per la missione spaziale e quale ruolo migliore se non quello di governare un robot?
Il robot o meglio i robot si chiamano Spheres e aiutano gli astronauti in faccende come rilevazione dati, registrazione video e così via.
Come si può vedere dal video Nexus S diventa il vero e proprio cervello di questi robot.
Gli ingegneri che hanno progettato Spheres hanno dichiarato che il Nexus S con la sua potenza di calcolo e con le capacità video, fra l’altro nella media, ma soprattutto con la semplicità di programmazione di Android è stata la scelta più economica oltre che la più efficiente.
Quello che non hanno detto è che Google è un cospicuo finanziatore delle missioni NASA oltre ad aver creato in collaborazione con essa un’Università negli Stati Uniti. Sta di fatto che la notizia è senza dubbio un punto d’orgoglio per tutti gli androidi in ascolto.
Via: Android Fans
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Questo articolo è stato scritto da Fulvio Minichini. Twitter | LinkedIn | Google+
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