Il solare alternativo di Carlo Rubbia: come funziona?

solare alternativo carlo rubbia

Nel pieno del dibattito sulle energie pulite c’è stato un uomo italiano, premio nobel, che ha trovato una strada alternativa al classico solare.

La centrale solare termodinamica di Rubbia è basata su specchi parabolici, con apertura di 5 metri e 76, adatti a una produzione industriale, costituiti da pannelli a nido d’ape di 2 centimetri e mezzo di spessore.


Ogni specchio concentra il calore del Sole su un tubo posto nel fuoco della parabola, formato da una struttura coassiale di due cilindri concentrici: un tubo di vetro esterno da 11,5 centimetri di diametro e uno d’acciaio interno da 7 centimetri di diametro all’interno del quale scorre un fluido in grado di immagazzinare elevate quantità di calore.

Il fluido che scorre all’interno del tubo ricevitore è una miscela di sali, 60 percento di nitrato di sodio e 40 percento di nitrato di potassio, che trasporta il calore a 550 gradi. Questo sale, ampiamente usato come fertilizzante, è economico, facilmente reperibile e soprattutto compatibile con l’ambiente.

Dal serbatoio denominato serbatoio caldo, i sali vengono inviati a uno scambiatore di calore dove viene prodotto vapore che,come nelle centrali elettriche tradizionali, aziona una turbina e genera energia elettrica.


Il fluido che ha ceduto parte del suo calore è convogliato in un serbatoio a freddo a 290 gradi e quindi reimmesso nel ciclo. Il calore accumulato nel serbatoio caldo serve a compensare irregolarità dell’irraggiamento solare e quindi a fornire energia anche di notte. Per mezzo di un complesso algoritmo il computer centrale calcola la migliore inclinazione degli specchi ai fini della concentrazione dei raggi.

Immagine Via: risparmiodienergia.it

Autore: Roberto R.


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