Da quando ad ogni domanda la risposta è diventata “cerca su Google” a molti di noi sarà venuto in mente che Google ci sta facendo diventare stupidi.
Sull’argomento gli studiosi si sono sfogati. Studi, ricerche, conferenze, ma non tutti sono d’accordo, anzi a dire il vero il mondo accademico è incredibilmente diviso.
Google è solo un altro strumento. Che stia cambiando il nostro modo di pensare non c’è dubbio e non mi riferisco solo all’influenza che può avere sulle nostre opinioni. Il modo di informarsi che Google ha portato all’umanità sta cambiando fisicamente il nostro cervello.
Il cervello infatti è l’organo più adattabile del corpo umano e si modifica per adattarsi agli stimoli esterni. Il modo in cui i neuroni comunicano fra di loro rispecchia sempre di più il modo in cui le informazioni viaggiano sulla rete e viceversa.
Qualcosa che certamente sta subendo un calo in termini di performance è la nostra memoria. Con una connessione mobile, uno smartphone e la capacità di cercare le giuste parole chiavi diventa sempre meno necessario ricordare le informazioni e di conseguenza il nostro cervello alloca meno energie alla funzione della memoria.
Se è vero questo è anche vero che i bambini cresciuti con Google manifestano una naturale predisposizione alla comprensione e la creazione di mappe concettuali. Confrontano le informazioni e cercano connessioni fra di loro, pratica che fino a 10 anni fa veniva insegnata dai professori di Filosofia.
La mia opinione è che se Google fa paura per il suo effetto sulle nostre menti, allora cosa si dovrebbe dire della televisione. Un mezzo di comunicazione passivo che ha abituato per decenni gli uomini a subire l’informazione, fagocitare immagini e suoni senza mai approfondire?
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Questo articolo è stato scritto da Fulvio Minichini. Twitter | LinkedIn | Google+
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