Foto: Skuds Clones
La clonazione è una delle frontiere più controverse della scienza e della bioetica: i suoi critici temono le possibili implicazioni sull’uomo.
Per i suoi sostenitori, invece, le ricerche in questo campo potrebbero essere decisive: per sconfiggere i tumori e le malattie ereditarie, ottenere “banche di organi” sempre disponibili per trapianti e proteggere specie in via di estinzione.
Per mesi l’abbiamo vista su tutti i giornali, algida e imperturbabile, più fotografata di una diva. Le sue vicende sentimentali, che hanno portato alla nascita della figlia Bonnie, sono state seguite con la stessa trepidazione che aveva accompagnato – a suo tempo – le gravidanze di Diana d’Inghilterra.
E’ la pecora Dolly, il clone più famoso del mondo, la cui nascita, avvenuta il 5 luglio 1996 al Roslin Institute di Edimburgo e resa nota nel febbraio successivo è stata definita “entusiasmante”.
E presto, molto presto a quanto dicono i ricercatori, potrebbe essere il turno dell’uomo. Ed è perciò che la clonazione ci fa tanta paura. Perché rompe il tabù dell’unicità dell’individuo. Evoca scenari apocalittici, dove scienziati malvagi replicano a loro piacimento esseri privi di volontà o riportano in vita personaggi come Adolf Hitler.
Ma scenari apocalittici a parte, solo il tempo ci saprà dare una risposta su ciò che accadrà, certo è che come dicono molti scienziati, questo sarà il secolo della genetica.
Autore: Roberto R.
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[...] il sesso: la clonazione, la manipolazione genetica e gli straordinari progressi nella fecondazione in provetta [...]
La clonazione è importante anche se non sarà facile spiegarlo in due righe.